Instaold, terza età 2.0

di Stefano Pini

I social network sono ormai una realtà consolidata, utilizzata da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un pubblico che nel migliore dei casi cresce, ma più spesso, in Europa e Stati Uniti, invecchia. Un pubblico con cui bisogna saper comunicare, se si è un’azienda con un account Facebook o Twitter.

 

Lo sbarco degli anziani sui social media è un fenomeno rapido e dilagante. Secondo le stime di MarketingChartsdal 2013 al 2015 gli utenti over55 di Instagram negli U.S.A. sono passati da 2,9 a 40 milioni. Quello che prima era uno spazio per fotografi semi-professionisti ed egomaniaci compulsivi, sta diventando un ricovero per la terza età informaticamente educata. Per altro, le prime due categorie possono tranquillamente afferire nell’ultima. Stando alla compagnia di statistiche comScore, che ha allargato l’indagine a tutti i social network più importanti, negli Stati Uniti il 25% degli utenti Facebook ha più di 55 anni; numeri simili per Twitter, Pinterest e LinkedIn, mentre Instagram si ferma al 16%.

Come gestire questo progressivo invecchiamento dell’utenza dei social network? 

1. Evitate una comunicazione votata al giovanilismo, non farà che esasperare la distanza tra azienda e pubblico più anziano. Niente slang, dunque, e usate i termini inglesi solo quando necessari.

2. Postate fotografie denotative e votate a mostrare servizi/prodotti/qualità aziendali, più che lo staff o l’ego dei dirigenti. Difficile per un sessantenne riconoscersi nelle pose di un venti-trentenne.

3. Usate i numeri e i dati: l’esperienza di chi ha lavorato (e vissuto) a lungo porta a diffidare dalle informazioni incerte, approssimative. Passati i 50, la fuffa interessa sempre meno.

4. Non inondate il vostro account con post, foto e notizie. Gli over55 non sono abituati – fortuna loro – a scremare tra mille informazioni per trovare l’unica che gli interessa. Finiranno per abbandonare la vostra pagina, senza aver trovato quel che cercavano e senza tornarci più.

5. Inserite la vostra comunicazione nel contesto giusto. Se siete troppo giovani per intuire gusti e preoccupazioni di un sessantenne, chiedetevi semplicemente: cosa interesserebbe a mio padre? No, l’ultimo episodio di Mad Men o di Games of Thrones NON sono la risposta esatta.

Perché coinvolgere necessariamente una fascia di pubblico anziana?

Per il suo potere d’acquisto, per la sua campacità di influenzare il contesto, per il suo numero crescente. Riuscire a spiegare chiaramente un servizio di e-commerce a un 60enne di Treviso, convincendolo ad acquistare online, significa garantirsi un cliente dalle buone possibilità di spesa, realmente interessato al prodotto, più fedele dei giovani acquirenti (influenzati da mode e sconti estemporanei).

È bene attrezzarsi e sviluppare una comunicazione chiara, efficace, forte, per coinvolgere la terza età 2.0. Altrimenti, i web content manager del pianeta annegheranno presto nell’arteriosclerosi dei social media.

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